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Avv. Gianfranco Tandura

 - Studio Legale Tandura - Fiori

Nato a Lamon (BL) il 05.02.1935, socio fondatore, assieme all'avv. G. Matteo Fiori, dell'Associazione Profes- sionale Tandura-Fiori, ha conseguito, dopo la maturità classica, la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Ferrara.

Avvocato cassazionista dal 1977, è iscritto all’Ordine degli Avvocati di Belluno.

 

Vicepretore Onorario presso la Pretura di Feltre dal 1964 al 1972, è stato consigliere di amministrazione dell'Ente Ospedaliero feltrino "S. Maria di Prato" durante gli anni '70 nonché componente del Comitato Regionale di Controllo, sezione di Belluno, per due quadrienni nel corso degli anni '90.

Presidente della Camera Penale “Odorico Larese” di Belluno dal 2001 al 2005, ha ricoperto l'incarico di Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Belluno nel biennio 2008-2009.

 

Nell’esercizio della professione, svolge attività di assitenza e consulenza legale prevalentemente nei settori del diritto penale e civile.

Esperto in diritto e procedura penale, da anni si occupa di procedimenti in materia di reati contro la persona, la famiglia, il patrimonio, la Pubblica Amministrazione, la fede pubblica, reati associativi, illeciti in materia di circolazione stradale, responsabilità professionale, armi e caccia, stupefacenti ed esercizio di attività economico-imprenditoriali.

È iscritto all’Albo docenti di materie giuridiche della Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno.

 

Pubblicazioni:
- Sull’estradizione dell’imputato”, in Atti del XVII Congresso Nazionale Giuridico Forense, Messina-Taormina 16-21 settembre 1983, Messina, 1984, p. 437;
- “In tema di oltraggio arrecato al P.M. in udienza”, in Rivista penale, 1997, p. 754;
- “Morte dell’imputato successivamente alla pronuncia della sentenza di condanna e prima della scadenza del termine per l’impugnazione; appello proposto dal difensore: legittimazione dello stesso ad impugnare. Quid iuris?”, in Rivista penale, 1998, p. 496;
- “Sull’oltraggio arrecato dal difensore al P.M. in udienza: nuovi aspetti giuridici conseguenti alla sentenza 380/99 della Corte Costituzionale”, in Rivista penale, 1999, p. 1082;
- “Difesa legittima putativa, errore e vizio parziale di mente”, in Rivista penale, 1999, p. 1127.

 

  
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“Più è odioso il reato di cui l’imputato è accusato, più suscita il nostro disgusto morale e la riprovazione dell’opinione pubblica, maggiore è il merito dell’avvocato che accetta la difesa, perché più la difesa è impopolare, più l’avvocato, difendendo l’imputato, difende a ben vedere tutta la collettività: riaffermando il rispetto delle regole, sempre e comunque, difende un bene prezioso di cui ciascuno di noi, un giorno, potrebbe avere bisogno”.
Paolo Borgna, Difesa degli avvocati scritta da un pubblico accusatore, 2008, Roma-Bari, pag. 79.